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Screening oncologici e prevenzione primaria

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Il cancro della cervice uterina, della mammella e del colon retto sono tre dei principali tumori che colpiscono la popolazione italiana. La loro storia naturale, però, può essere modificata dai programmi di screening, che rappresentano quindi un vero e proprio investimento per la salute.

Che cos’è uno screening?

Lo screening è un esame sistematico, condotto con mezzi clinici, strumentali o di laboratorio per individuare una malattia in una fase preclinica o i precursori della malattia nella popolazione generale o in un suo sottogruppo.
Un programma di screening organizzato è un processo complesso, che agisce su una popolazione asintomatica invitata attivamente a sottoporsi a un test. Per attuare un programma di screening è necessario che ne sia stata dimostrata l’efficacia in termini di riduzione dell’incidenza o della mortalità della patologia oggetto dell’intervento.
In questo modo si può ridurre l’impatto della malattia sulla popolazione che si sottopone regolarmente a controlli per la diagnosi precoce di neoplasie o lesioni precancerose.

Screening del carcinoma alla mammella

Epidemiologia

Il carcinoma della mammella è il tumore più frequente fra le donne italiane, per incidenza e mortalità. Mentre la mortalità è in calo a partire dagli anni Novanta, l’incidenza è in lieve ma costante aumento, forse come conseguenza del diffondersi della diagnosi precoce.

Obiettivo

Ridurre la mortalità specifica per cancro della mammella nella popolazione invitata ad effettuare controlli periodici.

Test di screening raccomandato

Mammografia ogni due anni alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni.

Evidenze scientifiche

Secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, partecipare alloscreening organizzato su invito attivo (mammografia biennale nelle donne di 50-69 anni) riduce del 35% la probabilità di morire per cancro della mammella.

Screening del carcinoma della cervice uterina

Obiettivo

Ridurre la mortalità per carcinoma della cervice uterina, ma anche l’incidenza della neoplasia invasiva, grazie alla capacità di identificare sia le lesioni tumorali molto precoci sia quelle pretumorali.

Epidemiologia

Negli ultimi vent’anni la mortalità per tumore dell’utero (corpo e collo) è diminuita di oltre il 50%, soprattutto per quanto riguarda il tumore della cervice uterina. Ogni anno in Italia si registrano comunque circa 3500 nuovi casi e 1100 decessi per carcinoma della cervice.

Test di screening raccomandato

Esame citologico cervico-vaginale, o Pap test, ogni tre anni per le donne di età compresa tra 25 e 64 anni.

Evidenze scientifiche

L’efficacia dello screening cervicale è stata dimostrata dalla riduzione della mortalità per tumore della cervice uterina nelle aree geografiche in cui sono stati attuati screening di popolazione.

Screening del carcinoma del colon retto

Obiettivo

Ridurre la mortalità identificando precocemente le forme invasive di tumore del colon retto, ma anche individuare e rimuovere possibili precursori.(Il tumore del colon-retto)

Epidemiologia

In Italia i tumori del colon retto sono un problema sanitario rilevante e si collocano al terzo posto per incidenza tra gli uomini, al secondo tra le donne. In entrambi i sessi, l’incidenza è aumentata tra la metà degli anni Ottanta e gli anni Novanta, seguita da una lieve riduzione della mortalità. Riguardo alla sopravvivenza, l’Italia è in linea con la media europea: 49% per gli uomini e 51% per le donne.

Test di screening raccomandato

Ricerca del sangue occulto nelle feci ogni due anni per le donne e gli uomini tra i 50 e i 70 o 74 anni, oppure una rettosigmoidoscopia per le donne e gli uomini tra i 58 e i 60 anni (da ripetere eventualmente ogni 10 anni).

Evidenze scientifiche

La ricerca del sangue occulto fecale è associata a una riduzione della mortalità: questo effetto protettivo, già osservato in numerosi studi caso-controllo, è stato confermato in quattro trial randomizzati. Su 10 mila persone invitate a effettuare un test nell’ambito di un programma di screening, ci si attendono 8,5 morti da carcinoma al colon retto in meno nell’arco di 10 anni, se due terzi effettuano almeno un test.

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