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Quando ricorrere ad un intervento di protesi al ginocchio?

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La protesi al ginocchio è uno degli interventi più di successo nell’ambito dell’ortopedia.

Nel corso degli ultimi anni le tecniche d’impianto di una protesi del ginocchio si sono molto evolute e ciò ha permesso di praticare interventi sempre meno invasivi, con tempi chirurgici ridotti e un recupero funzionale decisamente più rapido.

L’invecchiamento della popolazione attiva e i progressi nei materiali offrono ai pazienti una sensazione sempre migliore che ha permesso una crescita esponenziale di questi interventi che, solo in Italia, hanno raggiunto la cifra di 85mila all’anno.

Quando è consigliata?

Generalmente la protesi al ginocchio è consigliata: (Le principali patologie che colpiscono l’articolazione del ginocchio)

  • se è presente dolore costante, anche notturno;
  • gonfiore;
  • edema;
  • deformazioni;
  • in presenza di gonalgia, sia degenerativa che post traumatica;
  • Se le terapie meno invasive sono risultate non efficaci.

Terapie consigliate

Rimedi naturali e fisioterapia

I rimedi naturali iniziano dalla interruzione di attività come la corsa o sport di squadra che sovraccaricano l’articolazione. Gli sport che si consiglia di praticare sono invece il nuoto e la bicicletta.

Molte persone con artrosi del ginocchio sono in sovrappeso, la riduzione del peso corporeo può ridurre molto il carico sulle articolazioni che devono sostenere tutto il corpo, una pressione minore sull’articolazione può ridurre il dolore e migliorare la funzionalità.

In caso di dolore e gonfiore si può applicare un impacco di argilla verde che assorbe il liquido, occludendo la zona per tutta la notte, possono rivelarsi utili anche impacchi di ghiaccio nella fase di dolore acuta, questi ultimi aiutano solo a ridurre temporaneamente il dolore senza ovviamente agire sull’infiammazione.

La fisioterapia è un trattamento molto utile per chi ha problemi di artrosi, soprattutto se ci sono problemi nello svolgimento delle più normali attività quotidiane.

Il fisioterapista può istruire il paziente su come lavorare per rinforzare i muscoli della coscia e come aumentare la flessibilità del ginocchio. I terapisti occupazionali possono mostrare il modo migliore per eseguire le attività quotidiane riducendo la pressione sul ginocchio.

Anche l’osteopatia può essere utile perché sblocca l’articolazione, rilassa i muscoli contratti e riduce la pressione sui nervi delle gambe.

Tra le terapie fisiche, la magneto terapia e la Tecar terapia danno buoni risultati e penetrano fino all’interno dell’articolazione. 

Terapia farmacologica

Esistono diversi tipi di farmaci che possono essere utilizzati nel trattamento dell’artrosi del ginocchio. Poiché ogni paziente risponde in modo diverso alle terapie e ai farmaci, l’ortopedico deve impostare un programma personalizzato per ogni paziente.

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono generalmente i farmaci di prima scelta ed hanno lo scopo di ridurre il gonfiore, l’infiammazione e il dolore dell’articolazione.

Quando si necessita di una terapia più potente e più ad ampio spettro di ricorre all’uso di farmaci cortisonici, sicuramente più efficaci ma anche responsabili di più effetti collaterali.

Infiltrazioni locali

  • Cortisonici: il più usato è il metilprednisolone, spesso in associazione con lidocaina, per via intrarticolare o periarticolare. Svolgono un’importante azione antinfiammatoria e antidolorifica e rappresentano la scelta più utilizzata nella terapia infiltrativa
  • Acido Ialuronico: si inietta per via intrarticolare. È una sostanza viscosa, normalmente presente nell’organismo che nelle cartilagini rappresenta una componente del liquido sinoviale e svolge una funzione fondamentale per le sue caratteristiche di lubrificazione e per ammortizzare gli urti quando camminiamo. Con il trascorrere dell’età la concentrazione di acido ialuronico tende a diminuire, per questo motivo viene impiegato nelle infiltrazioni per rimpiazzare la quota persa con l’invecchiamento. Alcuni preparati di acido ialuronico ad elevato peso molecolare, consentono di effettuare una singola infiltrazione con benefici che durano fino a sei mesi.

Trapianto autologo di cellule staminali

Si tratta di cellule mesenchimali, prelevate dal tessuto adiposo del paziente e capaci di evolvere e trasformarsi in cellule molto più specializzate come quelle cartilaginee. Si tratta di cellule “multipotenti”, in grado cioè di produrre diversi tipi di cellule specializzate del corpo.

Il prelievo si effettua con un ago lungo e sottile tramite una microincisione. Il grasso prelevato viene purificato dalla componente ematica, che avrebbe un’azione pro-infiammatoria nell’articolazione, separando le cellule mesenchimali intatte dal prodotto di scarto. Una volta estratte, vengono iniettate nel punto in cui è presente il danno articolare, e qui, grazie ad un meccanismo d’intelligenza biologica, si differenziano in cellule del tessuto ospite e stimolano le cellule circostanti alla autorigenerazione. Il prelievo del tessuto adiposo prevede solo un’anestesia locale mentre la procedura è di tipo ambulatoriale e di breve durata.

L’intervento di protesi al ginocchio

Se le varie cure e trattamenti non sono sufficienti e non curano o alleviano il disturbo o se il dolore che il paziente avverte si acutizza, allora potrebbe essere necessario l’intervento chirurgico.

L’intervento di protesi al ginocchio non è solo di un tipo; ci sono diversi tipi di operazioni che possono essere anche molto diversi tra loro.

  • Il primo tipo di intervento è quello di protesi totale. Si effettua quando sia femore che tibia sono talmente danneggiati da non poter essere recuperati. Durante questa fase il chirurgo dovrà sostituire le parti danneggiate con le protesi metalliche e utilizzare la resina per riempire invece la cartilagine usurata. Con questa operazione si potrà riavere un ginocchio integro e funzionante in tutte le sue parti;
  • Un secondo tipo è la protesi parziale. Si ricorre all’operazione di protesi al ginocchio parziale o monocompartimentale quando viene sostituita solo la parte usurata del ginocchio, senza toccare cartilagine o legamenti crociati. È l’operazione meno invasiva di tutte e permette un recupero più veloce dopo l’intervento;
  • L’ultimo tipo di operazione di protesi al ginocchio è la revisione della protesi al ginocchio. In questo caso l’intervento viene effettuato su un paziente con un’altra protesi che era già stata precedentemente impiantata. Si effettuano questi interventi nei casi in cui la protesi precedente non sia più adatta, sia stata rigettata dall’organismo o abbia fallito per diverse cause. 

In generale, infatti, la protesi viene garantita per 20 anni, ma ci sono molti altri fattori che potrebbero rendere necessario un intervento di revisione.

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