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Il tumore del colon-retto: fattori di rischio, sintomi e prevenzione

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Cenni di anatomia

Colon e retto fanno parte dell’intestino, l’organo che assorbe le sostanze nutritive assunte con il cibo. Ha l’aspetto di un tubo cavo la cui lunghezza varia da persona a persona ma in media è lungo circa 7 metri. L’intestino è suddiviso in due parti che hanno funzioni diverse: l’intestino tenue e l’intestino crasso. L’intestino tenue è a sua volta distinto in duodeno, digiuno e ileo ed ha la funzione di portare a termine la digestione iniziata in bocca e proseguita nello stomaco, cui è collegato tramite il duodeno. La funzione principale dell’intestino crasso è invece di assorbire acqua per compattare le feci. L’Intestino crasso comprende il colon, a sua volta suddiviso in colon destro o ascendente (con il cieco e l’appendice), colon trasverso, colon sinistro o discendente e sigma e retto, che termina infine nel canale anale.

Epidemiologia

Secondo le stime GLOBOCAN 2020 fornite dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), il tumore del colon-retto rappresenta il 10 per cento di tutti i tumori diagnosticati nel mondo, ed è terzo per incidenza dopo il cancro del seno femminile (11,7 per cento) e del polmone (11,4 per cento).

La malattia, è maggiormente diffusa in persone fra i 60 e i 75 anni, con poche distinzioni fra uomini e donne. In Italia le stime più recenti parlano di oltre 43.700 nuovi casi all’anno: circa 20.282 nelle donne e 23.420 negli uomini.

La mortalità per il cancro del colon-retto è in forte calo, con tassi diminuiti di circa il 10 per cento nell’ultimo quinquennio. Questi progressi sono attribuibili principalmente ai programmi di screening, alla diagnosi precoce e al miglioramento delle terapie, sia chirurgiche sia mediche, sempre più mirate. (Screening oncologici e prevenzione primaria)

Quali sono i fattori di rischio per il carcinoma del colon-retto?

  • Fattori genetici: è possibile ereditare la predisposizione ad ammalarsi di tumore del colon-retto se nella famiglia d’origine si sono manifestate malattie come le poliposi adenomatose ereditarie (tra cui l’adenomatosi poliposa familiare, o FAP, la sindrome di Gardner e quella di Turcot) e il carcinoma ereditario del colon-retto su base non poliposica (detto anche HNPCC o sindrome di Lynch). Si tratta di malattie ereditarie trasmesse da genitori portatori di specifiche alterazioni genetiche e possono anche non dar luogo ad alcun sintomo. La probabilità di trasmettere alla prole il gene alterato è del 50 per cento, indipendentemente dal sesso. Questi tumori con fattori di rischio ereditari rappresentano circa il 10 per cento di tutti i tumori del colon-retto. Inoltre si stima che la probabilità di sviluppare un tumore del colon-retto aumenti di due o tre volte nei parenti di primo grado di una persona affetta da cancro o da polipi del grosso intestino, anche se non affetta da sindromi ereditarie riconosciute;
  • età avanzata: (anche se negli ultimi anni, accanto a una graduale riduzione dell’incidenza generale del cancro del colon retto, si è assistito a un preoccupante aumento di questo tumore nella sua forma “sporadica”, ovvero non associata a fattori familiari o genetici, nei pazienti più giovani, tradizionalmente considerati a basso rischio per lo sviluppo di questa neoplasia);
  •  dieta non equilibrata: elevato consumo di carne rossa, insaccati, grassi, soprattutto se di origine animale, farine e zuccheri raffinati;
  • fumo e alcol;
  • scarsa attività fisica;
  • obesità e sovrappeso;
  • malattie infiammatorie croniche intestinali: come la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn.

Quali sono i sintomi?

La maggior parte dei tumori del colon-retto deriva dalla trasformazione in senso maligno di polipi, ovvero di piccole escrescenze dovute al proliferare delle cellule della mucosa intestinale. I polipi sono considerati forme precancerose che possono dare luogo ad una iperplasia in tempi generalmente abbastanza lunghi.

In generale i polipi non provocano sintomi, ma a volte possono dar luogo a piccole perdite di sangue, rilevabili con un esame delle feci per la ricerca del cosiddetto “sangue occulto”. In alcuni casi le perdite di sangue sono maggiori e visibili anche a occhio nudo e si possono verificare anche vere e proprie emorragie rettali.

I sintomi sono quindi molto variabili e condizionati da diversi fattori quali la sede del tumore, la sua estensione e la presenza o assenza di ostruzioni o emorragie. Questo fa sì che le manifestazioni di questo tipo di cancro siano spesso sovrapponibili a quelle di molte altre malattie addominali o intestinali.

L’importanza della prevenzione

Proprio perchè i sintomi non sono specifici e spesso non sono nemmeno presenti è fondamentale la prevenzione che comprende:

  • modificare lo stile di vita: alimentazione equilibrata, attività fisica costante, eliminare fumo e alcol;
  • partecipare al programma di screening nazionale dedicato alla diagnosi precoce del tumore del colon-retto: attraverso l’esame per la ricerca del sangue occulto nelle feci per tutti gli individui tra i 50 e i 70 (o 74) anni di età, con cadenza biennale.

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